La ministra del lavoro Catalfo ha convocato, per il 24 settembre, un tavolo con le parti sociali, per una revisione della disciplina in materia di Smart Working.

Il Lavoro Agile, in Italia, viene regolamentato dalla legge n. 81 del 2017, ma lo strumento ha subito delle semplificazioni richieste dall’emergenza epidemiologica, al fine di permettere la prosecuzione della produttività pur garantendo il distanziamento sociale. Tali “regole semplificate” (che consentono di prescindere dall’accordo tra le parti) sono strettamente legate allo Stato di Emergenza e verranno, per tanto, a cadere a partire dal 15 ottobre.

Le disposizioni dettate dal Protocollo anti-contagio hanno lo scopo di tutelare lo stato di salute dei lavoratori, soprattutto lavoratori disabili gravi e lavoratori con una situazione di fragilità rispetto al rischio di contagio. Queste disposizioni sono state rese necessarie dall’eccezionalità della situazione, ma rischiano di modificare il vero senso dello Smart Working (improntato alla flessibilità, alla produttività e alla competitività aziendale) assimilandolo al telelavoro. La natura elastica e la possibilità di disegnare il piano sulla base delle necessità aziendali e individuali sono caratteristiche imprescindibili di questo strumento, poiché permettono lo sviluppo di tutte le sue potenzialità.

La ministra sottolinea, quindi, l’importanza di “recuperare” la natura flessibile e la gestione, fondata sul raggiungimento di obiettivi, dello Smart Working, oltre che rafforzare e aggiornare la stessa normativa.

 

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