Tirocinio OSS: 3 regole per affrontarlo al meglio

15 Novembre 2022
Tirocinio OSS: 3 regole per affrontarlo al meglio

Il tirocinio OSS è uno step fondamentale nella formazione, scopriamo insieme perché!

Spesso sottovalutato e criticato, il tirocinio OSS è, invece, un momento fondamentale per il percorso formativo di chi ha deciso di intraprendere la professione di Operatore Socio Sanitario. 

Per tutti gli aspiranti OSS è l’occasione per mettere alla prova l’apprendimento teorico e per farsi conoscere da una struttura che potrebbe essere interessata ad assumere al termine dell’esperienza. 

Se ti stai preparando a svolgere uno stage come Operatore Socio Sanitario, sei nel posto giusto: ti daremo 3 ottimi consigli per rendere questo step un’esperienza davvero utile.

Cosa si fa in un tirocinio OSS?

Il tirocinio formativo per OSS è obbligatorio all’interno dei corsi di formazione dedicati. Tutti i partecipanti, infatti, devono svolgere 450 ore di stage presso strutture socio assistenziali presenti nel territorio regionale di residenza. 

È previsto dal programma di studi perché permette ai corsisti di sperimentare i modelli di assistenza socio-sanitaria locali. Per questo motivo, metà delle ore devono essere svolti presso enti di ricovero e cura (come RSA e case di riposo) e la restante metà delle ore presso strutture sanitarie (come gli ospedali).

Durante l’esperienza gli studenti svolgono le mansioni tipiche della professione, declinate in base al luogo in cui il tirocinio viene svolto.

L’OSS deve, in questa circostanza, imparare ad agire in autonomia all’interno di interventi precisi e circoscritti, indicati dal tutor formativo che segue il tirocinante.

Deve cooperare con gli altri professionisti, come infermieri, terapisti, dietologi, medici ed educatori, nello svolgimenti di alcune mansioni. Spesso, sono questi stessi professionisti a dare indicazioni agli Operatori Socio Sanitari su queste attività.

Quando di parliamo di collaborazione degli OSS con le altre figure dell’ambito sanitario, intendiamo:

  • Supporto diagnostico e terapeutico
  • Interventi di primo soccorso
  • Verifica dei parametri vitali
  • Somministrazione delle terapie 
  • Medicazioni semplici

Per quanto riguarda, invece, le mansioni legate all’assistenza, i compiti dell’OSS in tirocinio sono:

  • Soddisfacimento dei bisogni primari, come aiuto nella vestizione, igiene, assunzione di alimenti
  •  Promozione del benessere psico-fisico, favorendo l’autonomia, dove possibile
  • Aiuto nella deambulazione e nell’utilizzo dei presidi dedicati
  • Cura dell’igiene dell’ambiente 
  • Disbrigo di pratiche burocratiche 
  • Accoglienza degli ospiti e dei pazienti
  • Accompagnamento alla partecipazione ad iniziative di socializzazione e ludiche
  • Educazione ad un corretto stile di vita
  • Organizzazione di momenti di animazione e intrattenimento

OSS tirocinio: 3 consigli per sfruttarlo al meglio

Abbiamo visto che il tirocinio corso OSS è un vero e proprio banco di prova

Non solo dà la possibilità di mettere in pratica tutto quello che si è imparato nelle lezioni, ma fornisce i crediti per accedere all’esame finale e rappresenta un’occasione di assunzione.

Non dimenticare che l’Operatore Socio Sanitario che svolgerà il ruolo di tuo tutor formativo dovrà dare un feedback sulla tua esperienza di stage. Se la sua opinione sarà positiva, ti permetterà di presentarti davanti alla commissione di esame con un buon punto di partenza e l’opinione di chi ti ha seguito può influenzare la decisione della struttura di offrirti un lavoro.

Vediamo, allora, 3 regole importantissime perché il tirocinio sia per te un fruttuoso momento di apprendimento e crescita professionale.

Scegli attentamente la struttura

Attenzione, perché questa decisione può influenzare la qualità del tuo tirocinio e, soprattutto, quello che imparerai. Potresti avere la tentazione di scegliere la struttura in base a dove andranno gli altri corsisti: sappiamo che avere dei “volti amici” può aiutare, ma rischi di buttare un’occasione d’oro. 

Perciò, meglio analizzare le opzioni con obiettività ed occhio critico: concentrati su quello che ritieni più utile per la tua formazione e crescita professionale. 

Tieni presente che potrai inserire questa esperienza nel curriculum: orientati verso strutture in linea con le tue preferenze

Inoltre, ricordati che, in una struttura privata, avrai l’occasione di farti notare e mostrare le tue competenze, al punto da avere la possibilità di farti chiamare nel caso l’amministrazione cerchi nuovo personale.

Segui il tutor aziendale

Nel Progetto Formativo, che regola le condizioni e lo svolgimento del tuo tirocinio, troverai indicato un Tutor Aziendale, ovvero il lavoratore che, all’interno della struttura, ti seguirà nelle attività quotidiane.

Questo professionista dovrà essere il tuo punto di riferimento durante tutta l’esperienza. Dovrai chiedere a lui o lei tutte le informazioni di cui hai bisogno ed eventuali spiegazioni. Sarà il tutor ad affidarti dei compiti, correggerti se necessario ed aiutarti ad approfondire l’apprendimento pratico.

Non sottovalutare la sua importanza: chi ha molti anni d’esperienza nel ruolo è in grado di trasmettere tutti quei “piccoli segreti” che possono aiutarti a diventare un OSS migliore e lavorare più facilmente.

Sii attento e fai domande

Osservare, chiedere ed ascoltare: non dimenticarti mai di seguire questi tre principi, che ti aiuteranno a trasformare lo stage in un’esperienza produttiva.

Un atteggiamento passivo non ti sarà di aiuto né per imparare, né per ottenere una buona valutazione. Tanto meno, per una possibile collaborazione futura con la struttura. 

Invece, viene premiato, in tutti i sensi, chi si mostra proattivo ed interessato. Individua, quindi, gli operatori che ti sembra più competenti e disponibili per chiedere loro (oltre che al tutor, come abbiamo già scritto) chiarimenti, risposte a dubbi ed aiuto.

Seguili il più possibile mentre svolgo le attività, per imparare come meglio svolgerle. Offriti per affiancarli, portare a termine nuovi compiti e metterti alla prova con mansioni nuove.

Cosa non può fare un OSS?

Abbiamo parlato del mansionario OSS, ovvero delle attività che gli aspiranti Operatori Socio Sanitari svolgeranno durante la loro esperienza di stage.

Gli OSS rientrano a tutti gli effetti fra le professioni sanitarie previste dal Ministero della Salute, tuttavia la loro figura è complessa e spesso vengono sollevati dubbi su quali mansioni siano di loro competenza oppure no.

In generale possiamo dire che il loro compito è fornire assistenza sanitaria e sociale a soggetti non più autosufficienti e promuoverne il benessere, sia in ambito ospedaliero che in strutture private. Tutte le attività sono svolte in sinergia e a supporto di infermieri, assistenti sociali, medici e psicologici.

Ci sono, però, alcuni compiti che non possono essere svolti da un Operatore Socio Sanitario.

  • Fare iniezioni: qualsiasi tipo di terapia infusiva o in muscolo rientra nelle competenze di medici ed infermieri e non può essere fatta da un OSS. In generale, nessuna terapia farmacologica può essere somministrata da questo professionista in totale autonomia, ma può occuparsi di fornire terapie orali sotto sorveglianza e responsabilità di altri professionisti sanitari. 
  • Applicare cateteri vescicali: anche in questo caso, la procedura può essere eseguita esclusivamente da un infermiere, perché invasiva. Tuttavia, l’Operatore Socio Sanitario si occuperà dell’igiene del paziente nella fase preliminare all’applicazione e della sostituzione della sacca delle urine.
  • Gestire le flebo: gli OSS possono soltanto monitorare la quantità di liquido presente, ma staccare e riattaccare i deflussori è prerogativa degli infermieri.
  • Somministrare ossigeno: anche in questo caso parliamo della somministrazione di un trattamento medico, che ricade, quindi, fra i compiti dell’infermiere. Tuttavia, gli Operatori Socio Sanitari possono aiutare i pazienti ad assumere la posizione corretta per il trattamento.
  • Curare lesioni di secondo stadio: queste devono essere trattate esclusivamente da medici ed infermieri. L’OSS ha, però, il fondamentale compito di monitorare l’andamento delle lesioni, proprio per poter ridurre l’insorgenza di queste. Inoltre, può intervenire in caso di arrossamenti, a scopo preventivo, e curare lesioni da pressione di primo stadio.

Come si diventa Operatori Socio Sanitari

Per svolgere il lavoro di OSS occorre essere in possesso di Qualifica Professionale riconosciuta. Tuttavia, non si tratta solo di acquisire un titolo.

Infatti, l’Operatore Socio Sanitario deve affrontare una buona formazione perché solo in questo modo può diventare un valido professionista, che abbia tutte le conoscenze e abilità utili a svolgere la propria mansione al meglio. 

Ricordiamoci, infatti, che si tratta di un mestiere tanto gratificante quando delicato, che porta ad entrare in una relazione stretta ed intima con persone fragili.

Prima di iniziare un simile percorso, perciò, bisogna essere consapevoli del fatto che non servono solo competenze tecniche e professionali, ma doti relazionali e personali, come la predisposizione al dialogo e l’empatia.

La buona notizia è che le prime possono essere apprese con la formazione, le seconde possono essere coltivate e allenate nel tempo.

In altre parole, per prepararsi alla mansione e ottenere la Qualifica Professionale riconosciuta, gli aspiranti Operatori Socio Sanitari devono seguire un Corso OSS

Questi percorsi hanno una durata complessiva di 1.000 ore, suddivise in lezioni teoriche, di pratica e di tirocinio. Nello specifico, 450 sono le ore dedicate alle conoscenze più nozionistiche, 100 solo le ore dedicate alle esercitazioni da svolgere in laboratorio e, come abbiamo visto, 450 ore sono dedicate al tirocinio OSS in ospedale e in strutture assistenziali.

Al termine, i partecipanti sostengono un esame finale, in presenza di una commissione d’esame esterna. E’ solo con il superamento di questi test che si ottiene l’Attestato di Qualifica.

Se credi che diventare Operatore Socio Sanitario sia il tuo obiettivo e abiti a Milano, potresti scoprire il nostro Corso OSS.

Dovresti valutarlo perché ti permette di svolgere il 30% delle ore teoriche online (ben 135!) e perché da sempre diamo attenzione ai percorsi di ricollocamento dei nostri corsisti. Pensa che, all’interno del programma, abbiamo inserito diverse ore di orientamento al lavoro, nelle quali aiutiamo i partecipanti a rivedere il proprio curriculum, preparare una lettera di presentazione, esercitarsi ai colloqui e insegniamo loro i segreti per candidarsi efficacemente.

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