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Corsi per apprendisti: perché sono importanti

22 Novembre 2022
Corsi per apprendisti: perché sono importanti

Da obbligo ad opportunità: impara come sfruttare i corsi per apprendisti

I corsi per apprendisti sono spesso vissuti dalle aziende solo come un impegno a cui adempiere. Tuttavia, possono essere davvero utili per la crescita dei giovani lavoratori e delle stesse imprese.

L’apprendistato è un rapporto di lavoro con “causa mista”, in quanto lo scambio fra i soggetti coinvolti non si limita alla prestazione lavorativa e alla retribuzione, ma comprende anche la formazione professionale. Infatti, la stipula di un contratto di apprendistato professionalizzante dà vita ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato che comprende, al proprio interno, una fase formativa. Al termine di questo periodo, le parti possono scegliere se recedere il contratto oppure far proseguire il rapporto che si evolverà in un lavoro subordinato a tempo indeterminato “standard”.

In questo articolo troverai tutte le informazioni più utili sulla formazione per apprendisti e cercheremo di spiegarti perché, come imprenditore, dovresti vedere quest’obbligo come un’opportunità

I requisiti del contratto di apprendistato

L’apprendistato professionalizzante è un forma contrattuale molto vantaggiosa, sia per il lavoratore, che per l’impresa. Tuttavia, porta con sé degli obblighi specifici da assolvere, sia da parte del dipendente che del datore di lavoro. 

In particolare, il primo deve poter seguire dei corsi di formazione per apprendisti, adeguati alla sua professionalità.

La responsabilità della formazione dell’apprendista ricade, quindi, sull’imprenditore.

Questo passaggio è fondamentale, perché le aziende che non rispettano quest’obbligo e non iscrivono i propri apprendisti ai corsi formativi dedicati, non potranno godere delle agevolazioni contributive previste da questo rapporto di lavoro, come vedremo meglio dopo.

Per rispondere all’obbligo, le organizzazioni devono elaborare percorsi di formazione mirati per questi lavoratori. Il contratto, ovviamente in forma scritta, dev’essere accompagnato da un piano formativo individuale

Tutte le attività formative previste dal Piano Formativo Individuale devono essere registrate su un libretto formativo. Questo consente all’imprenditore di provare di aver impartito all’apprendista la formazione necessaria, anche in caso di accertamenti da parte degli Ispettori del Lavoro. 

L’apprendista viene seguito da un tutor, che accompagna il giovane nell’acquisizione delle competenze legate alle attività oggetto del piano formativo.

Questa è una figura chiave nel processo di formazione, un vero e proprio riferimento, e viene nominato dal datore di lavoro tra i dipendenti con almeno 3 anni di esperienza.

Il percorso formativo dell’apprendista dura per tutto il periodo del rapporto contrattuale e si suddivide in due categorie: la formazione individuale generale e la formazione individuale di dettaglio.

Vediamole meglio.

Corsi apprendistato: quali fare?

Abbiamo visto che la formazione apprendisti prevede una preparazione professionale, che ha l’obiettivo di fornire conoscenze e abilità specialistiche, quanto di base. 

Nello specifico, parliamo di:

  • formazione “on the job”: tecnica e strettamente legata alle attività professionali, promossa dal tutor aziendale, si svolge in azienda . E’ disciplinata dal CCNL di riferimento;
  • formazione “base e trasversale”: finalizzata a trasmettere competenze sì professionali, ma base e trasversali, cioè generalizzabili a tutte le mansioni e a tutti i contesti lavorativi. Viene regolamentata dalle Regioni e viene erogata degli enti preposti.

Naturalmente, la formazione tecnico-specialistica riguarda gli aspetti più specifici ed operativi legati alla professionalità e al settore: l’utilizzo di strumenti e attrezzature coinvolti nello svolgimento delle attività, la conoscenza di prodotti e servizi, la padronanza di tecniche e metodologie.

Tra i contenuti della formazione per apprendisti che riguarda, invece, le competenze base e trasversali, troviamo:

  • Sicurezza sul lavoro
  • Organizzazione e qualità aziendale
  • Comunicazione e competenze relazionali
  • Diritti e doveri del lavoratore e dell’impresa
  • Diritto del lavoro e contrattazione collettiva
  • Competenze in ambito digitale.

Corsi per apprendisti, formazione base e trasversale: come funzionano?

Abbiamo visto che la formazione per apprendistato riguardante le competenze base e trasversali è studiata per coprire un ampio spettro di conoscenze e abilità, proprio per garantire ai giovani lavoratori una preparazione completa rispetto al lavoro e alla professionalità. I percorsi devono essere svolti e suddivisi durante l’arco di durata del contratto apprendistato.

I corsi apprendistato di questo tipo sono regolati dalle regioni, che definiscono le modalità di erogazione ed il monte ore complessivo che deve essere svolto.

Solitamente la formazione può essere erogata in modalità interna oppure esterna all’azienda: nel primo caso le lezioni si tengono all’interno degli spazi aziendali e sono dedicate ai dipendenti della struttura. Nel secondo caso, invece, i corsisti si recano presso enti di formazione accreditati e spesso parliamo di percorsi interaziendali, che vedono la partecipazione di apprendisti provenienti da imprese diverse.

La durata complessiva della formazione trasversale apprendistato dipende da diversi fattori, fra i quali il titolo di studio posseduto, esperienze lavorative passate, eventuali periodi di apprendistato già svolti.

In Regione Lombardia, il monte ore dei percorsi, in relazione al titolo di studio dell’apprendista prevede:

  • 40 ore di formazione nel triennio per i lavoratori in possesso di laurea o titolo equivalente
  • 80 ore di formazione nel triennio per i lavoratori in possesso di diploma di istruzione, diploma professionale o attestato di qualifica
  • 120 ore di formazione nel triennio per i lavoratori con licenza di scuola secondaria di primo grado oppure privi di titolo di studio.

Formazione apprendistato: perché serve

Arriviamo al nocciolo della questione: perché formare gli apprendisti dovrebbe essere vantaggioso per le imprese?

1. Trasmette maggiore consapevolezza dei principi dell’organizzazione aziendale e del proprio ruolo all’interno della struttura

Tieni presente che stiamo parlando di giovani lavoratori, spesso alle prime esperienze. I corsi di formazione trasversali forniscono le competenze base del lavoro, utilissime per un inserimento consapevole nel mercato e nella realtà d’impresa. Insomma, parliamo di un’infarinatura necessaria e generale, utile per l’accesso a qualsiasi ruolo professionale, che aiuta gli apprendisti a collocarsi meglio all’interno di tutti i processi interni. 

Ad esempio, approfondire le tecniche di comunicazione efficace permette di insegnare ai corsisti come utilizzare le modalità comunicative più idonee al contesto e li rende maggiormente consapevoli dell’ambito lavorativo in cui si trovano.

D’altra parte, si tratta di tematiche che normalmente, durante la formazione aziendale non vengono trattate, in quanto ci si concentra sull’aggiornamento di conoscenze e abilità tecniche e specifiche del settore.

2. Alcuni studi sostengono che la formazione degli apprendisti migliora la produttività

Alcune ricerche recenti, infatti, dimostrano come l’inserimento di apprendisti e la loro relativa formazione porti vantaggi sia a breve che a lungo termine. 

Non solo riscontriamo una crescita di produttività nelle imprese più virtuose da questo punto di vista, ma aumenta anche la competitività delle organizzazioni sul mercato moderno. Il 77% degli imprenditori intervistati ha convenuto che l’assunzione di lavoratori con contratto di apprendistato ha contribuito a rendere le loro aziende più competitive. 

Infine, più di 8 clienti su 10 preferiscono acquistare da organizzazioni che impiegano apprendisti e la loro formazione costituisce un valore ed una caratteristica molto apprezzata. 

3. I corsi apprendisti permettono di formare i lavoratori rispondendo alle richieste della tua azienda

Molte organizzazioni riscontrano un divario fra le competenze, sia professionali che personali, richieste e quelle “offerte” dai candidati. Tuttavia, assumendo degli apprendisti è possibile far crescere i lavoratori all’interno della struttura aziendale, trasmettendo i valori, la mission e le modalità di lavoro. Insomma, si tratta di investire sul futuro di giovani che possono essere formati in linea con le competenze specifiche di cui ha bisogno l’impresa e il settore. 

Infine, l’investimento nella formazione di qualità ha un rientro anche in termini di fidelizzazione del personale, che si sentirà valorizzato e supportato. In termini pratici, questi lavoratori si sentiranno più coinvolti dagli obiettivi di produttività e più motivati a restare.

Cosa succede se l’apprendista non fa i corsi?

Abbiamo visto che il contratto apprendistato prevede l’obbligo di formare il lavoratore, affinché padroneggi nozioni e tecniche dell’attività professionale oggetto del contratto.

La Corte di Cassazione ha recentemente stabilito che, in caso quest’obbligo non venga rispettato, il rapporto di lavoro verrà trasformato, da quel momento, in un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Naturalmente, perché ciò avvenga l’inadempienza deve concretizzarsi nella totale assenza di formazione oppure in un’attività formativa carente e inadeguata. 

Quest’ultima valutazione è a carico del Giudice del Lavoro incaricato di seguire la causa. Come abbiamo già sottolineato, il Libretto Formativo ha un ruolo fondamentale nel dimostrare la presenza oppure l’assenza di discrepanze fra gli obiettivi formativi e la formazione effettivamente svolta.

Nel caso il giudice ritenga la carenza colmabile, il datore di lavoro riceverà una disposizione, da parte dell’Ispettorato del lavoro, che lo obblighi a sanare la violazione in un tempo congruo.

Ad esempio, se l’inosservanza viene riscontrato durante il primo anno di un contratto da apprendista della durata di 36 mesi, l’ispettore imporrà al datore di lavoro il recupero delle ore formative non effettuate. Se l’accertamento avviene durante il secondo anno, la disposizione verrà emanata solo in caso la formazione sia stata svolta per almeno il 40% delle ore totali previste. Infine, al terzo anno la percentuale di ore di formazione svolta, per poter “recuperare” sale al 60%.

Nel caso il datore di lavoro non dovesse adempiere, può incorrere in sanzioni tra i 515 e i 2.580 euro.

Qualora, invece, la mancanza non sia sanabile, il datore di lavoro potrebbe essere sanzionato con il pagamento della differenza fra i contributi previdenziali versati in misura agevolata (grazie alle caratteristiche del contratto di apprendistato) e quelli “pieni”, calcolati sul livello di inquadramento finale e maggiorati del 100%.

Corso apprendistato obbligatorio: come assolvere

Siamo sicuri che, a questo punto, ti sono chiari tutti i vantaggi dei corsi per apprendisti e i motivi per cui devi assolutamente iscrivere i tuoi lavoratori a questo tipo di formazione.

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Se sei di Milano, puoi sfruttare la nostra offerta formativa. Abbiamo pensato a dei corsi online, che possano essere seguiti dagli apprendisti comodamente da casa oppure dal luogo di lavoro, senza dover perdere tempo negli spostamenti.

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Organizziamo diverse edizioni, durante il corso dell’anno, sia per la prima che per la seconda annualità.

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