ASA e OSS: quali sono le principali differenze?

4 Maggio 2022
ASA e OSS le principali differenze

Gli ASA e gli OSS sono professionisti indispensabili per i servizi di assistenza e cura, ma hanno compiti diversi. Scopriamo insieme quali.

I due anni segnati dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19 hanno contribuito ad un aumento della domanda di OSS e ASA. 

Le somiglianze fra Ausiliari Socio Assistenziali e Operatori Socio Sanitari sono molte, tanto che spesso non tutti conoscono le differenze fra le due figure. 

Entrambi si occupano di persone fragili, svolgendo le proprie attività in gran parte nei medesimi luoghi di lavoro, e hanno compiti condivisi. 

Tuttavia, i ruoli che ricoprono hanno caratteristiche differenti, che rendono questi professionisti complementari ma diversi fra loro. 

In questo articolo scoprirai tutte le competenze e le mansioni che gli ASA e gli OSS svolgono presso le strutture socio-assistenziali e cosa differenzia gli uni dagli altri.

Cosa fa l’OSS o Operatore Socio Sanitario

L’Operatore Socio Sanitario si occupa di soddisfare i bisogni primari delle persone in stato di necessità, attraverso attività di assistenza e cura

Questa figura professionale è stata istituita con un accordo dalla Conferenza Stato-Regioni nel 2001 con l’obiettivo di fornire supporto all’equipe sanitaria sia in ambito pubblico che privato.

Per poter svolgere la mansione di Operatore Socio Sanitario occorre una specifica Qualifica, con valenza nazionale, ottenibile solo al termine di corso di formazione professionale. Questo percorso ha una durata di 1.000 ore, suddivise in formazione teorica (450 ore), formazione pratica (100 ore) e tirocinio formativo (450 ore).

Come dicevamo, il profilo OSS prevede mansioni legate all’assistenza e al supporto: pulizia personale e degli ambienti, socialità e attività ricreative, integrazione nella società, rapporto con i familiari.

Oltre a questi compiti di cura diretta, gli operatori OSS possono svolgere attività di carattere sanitario, come: 

  • Applicazione di medicazioni semplici
  • Monitoraggio dei parametri vitali
  • Trasporto di materiali di tipo sanitario e di campioni per gli esami diagnostici
  • Sanificazione, disinfezione e igienizzazione dei presidi sanitari
  • Assistenza infermieristica di base

Cosa fa l’ASA o Ausiliario Socio Assistenziale

Come il profilo professionale OSS, anche l’Ausiliario Socio Assistenziale è una figura istituita dalla Conferenza Stato-Regioni del 2001. 

Il suo compito consiste nel mantenere e recuperare il benessere psicofisico degli assistiti, favorendone la socialità e l’autonomia. In comune con gli Operatori Socio Sanitari ha i compiti di assistenza e cura. Si occupa, però, esclusivamente dell’ambito relazionale e dell’assistenza nelle esigenze quotidiane. Grazie alla sua attività riveste un ruolo fondamentale per tutti i pazienti, diventando un punto di riferimento. Crea, infatti, un legame supportivo e profondo con i suoi accuditi, fornendo sicurezza e incoraggiando l’autonomia. Inoltre, la sua compagnia è fondamentale per coloro che altrimenti correrebbero il rischio di restare isolati e di non poter vivere in una condizione sociale e sanitaria soddisfacente.

Anche per poter lavorare come ASA è necessario aver ottenuto un Attestato, in questo caso con valenza regionale. Il corso dedicato ha una durata di 800 ore, di cui 350 teoriche, 100 pratiche e 350 di tirocinio formativo.

Come abbiamo visto, gli Ausiliari Socio Assistenziali condividono diverse mansioni con i colleghi OSS. Fra queste troviamo:

  • Assistenza diretta alla persona
  • Cura e igiene dell’assistito e dell’ambiente
  • Supporto nella vita relazionale
  • Preparazione dei pasti
  • Svolgimento di pratiche burocratiche
  • Prestazioni igienico-sanitarie non specialistiche

Quali sono, quindi, le differenze principali tra le due mansioni?

Fino a qui ti abbiamo parlato di cosa fanno gli Operatori Socio Sanitari e gli Ausiliari Socio Assistenziali e le prime differenze sono già emerse. Ora scendiamo nel dettaglio di cosa rende diversi questi due professionisti.

Partiamo dall’inizio: la formazione. 

I percorsi per diventare OSS oppure ASA hanno durate, contenuti e requisiti di accesso differenti.

La formazione dell’Ausiliario Socio Assistenziale è maggiormente orientata all’area personale dell’assistito e alla relazionalità. Il monte ore complessivo è più ridotto e il tirocinio si svolge in strutture socio-assistenziali come RSA, case di riposo e comunità di alloggio. Per l’iscrizione è richiesta la maggiore età e un diploma di terza media.

Al contrario, i corsi OSS hanno una durata maggiore e richiedono un diploma di scuola superiore oppure una qualifica professionale. Lo stage curriculare deve essere svolto presso strutture socio-assistenziali oppure sanitarie, comprendendo anche ospedali, ASL e ambulatori. L’operatore OSS ha compiti sanitari semplici, per questo motivo la formazione ha un taglio maggiormente indirizzato all’ambito sanitario, comprendente nozioni di anatomia, primo soccorso e sicurezza. 

Anche nella qualifica professionale esiste una differenza: mentre quella degli Ausiliari Socio Assistenziali è riconosciuta esclusivamente a livello regionale, l’Attestato OSS ha valenza nazionale.

La diversa strutturazione dei percorsi comporta una divisione nella tipologia di attività svolta da queste due figure. 

Gli ASA si occupano dell’accompagnamento e dell’affiancamento negli aspetti quotidiani della vita dei pazienti. Li aiutano nell’igiene personale e degli ambienti di vita e nell’assunzione dei pasti. Agevolano la mobilizzazione degli arti e la deambulazione. Svolgono piccole commissioni e adempimenti burocratici. 

Soprattutto, l’ASA ha cura della sfera relazionale dei suoi accuditi: ne ascolta i bisogni, offre sicurezza e affetto, li stimola ad essere autonomi. 

In questo senso favorisce le interazioni, anche attraverso attività ricreative. 

L’operatore OSS, con una più solida preparazione sanitaria, offre un supporto concreto agli infermieri. 

Garantisce il benessere dei pazienti, svolgendo sia attività di cura che di medicina di base. Oltre al supporto nell’igiene, nell’assunzione degli alimenti e nel riordino dei locali, si adopera perché gli assistiti mantengano le proprie capacità motorie e le competenze espressive e psicologiche. 

A queste mansioni si aggiunge il sostegno nell’assunzione dei farmaci, l’esecuzione di semplici medicazioni e di altre prestazioni di carattere sanitario elementari.

Ne consegue che gli Operatori Socio Sanitari hanno a disposizione maggiori sbocchi professionali potendo trovare assunzione anche nelle strutture sanitarie.

Corsi di formazione OSS: come funzionano?

Come abbiamo scritto, per poter svolgere la professione di Operatore Socio Sanitario è necessario aver seguito un corso per OSS: esistono tantissime realtà che offrono percorsi di questo tipo in tutta Italia. Il primo consiglio che possiamo darti è quello di affidarti ad Enti Accreditati per la formazione: solo loro possono organizzare corsi che rilasciano la Qualifica professionale.

L’offerta formativa nel corso degli anni si è evoluta per far fronte alle diverse esigenze dei partecipanti. Per questo motivo, sempre più spesso questi corsi si svolgono online, almeno per le ore teoriche, permettendo di seguire comodamente da casa. 

Se hai poco tempo a disposizione, ma vorresti acquisire una nuova qualifica professionale, questa formula potrebbe essere quella adatta a te. 

CLOM organizza un Corso OSS online e a Milano, permettendoti di scegliere, inoltre, la fascia oraria che preferisci.

Il corso ti dà la possibilità di seguire le lezioni a distanza, con modalità di apprendimento innovative che facilitano la trasmissione delle conoscenze e dei concetti. 

Dovrai spostarti soltanto per le 100 ore pratiche, che si terranno presso il nostro laboratorio allestito a Corsico, per permetterti di mettere alla prova tutte le nozioni che avrai imparato precedentemente.

Inoltre, grazie ad una fitta rete di contatti con strutture socio-assistenziali di tutti i tipi, potrai svolgere il tirocinio nella realtà più vicina a te.

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